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La prima lezione di chitarra

 

Scrivo questo articolo perchè penso che la prima lezione di chitarra, come quella di qualunque altro strumento musicale, è un momento topico nell’educazione musicale. Dobbiamo considerare che per la maggior parte degli studenti è il primo contatto con uno strumento musicale: un momento speciale in cui si passa la linea tra l’essere ascoltatori e l’essere produttori di suono.

 

Nel mio lavoro ogni anno mi trovo con alcuni nuovi studenti di chitarra; questo è dovuto al fatto che il corso dura solamente 7 anni, e al fatto che molti studenti non arrivano alla fine del corso, così mi trovo ogni anno con nuovi studenti. Nei primi tre anni del mio corso di chitarra gli studenti hanno una lezione individuale di trenta minuti, oppure una lezione di un’ora in compresenza con un altro allievo. Trenta minuti è una durata sufficiente per una buona lezione, non è troppo lunga, non è troppo breve. Per questo periodo di tempo gli studenti possono rimanere concentrati senza stancarsi, io posso lavorare senza annoiarmi, e il mio datore di lavoro è contento perché in questo modo ho molti studenti.

 

Noi musicisti sappiamo che quando si comincia a suonare uno strumento si comincia una attività senza fine: studiare musica significa suonare tutti i giorni, significa non poter mai dire “ho finito”, significa avere sempre qualcosa di nuovo da suonare. Suonare uno strumento è così difficile, che la cosa migliore che si possa fare è cominciare subito!

 

Per questo motivo è importante che l’insegnante non perda tempo per parlare o spiegare, ma inviti lo studente a suonare subito, ad esercitare le dita e i muscoli, il primo passo di un lungo viaggio. Nella prima lezione non è importante per lo studente saper leggere la musica, la storia della chiave di SOL o la bellissima storia dello strumento, credetemi: quello che serve al vostro studente ora è di suonare più note possibile!

 

Molti musicisti possono suonare bene senza leggere la musica, e qualcuno di loro riesce a guadagnare molto bene lo stesso, ma nonostante questo i penso che leggere la musica sia molto importante e tutti i miei studenti lo sanno fare. Il problema è fare in modo che la teoria musicale vada progredendo con le capacità tecniche. Il segreto di ciò è dividere l’insegnamento in piccole unità, e dare al vostro allievo una o più unità in base al lavoro che può fare tra una lezione e l’altra: in questo modo dal vostro allievo otterrete il meglio senza che lui provi la brutta sensazione di non farcela..

 

Quando io comincio ad insegnare a un nuovo allievo, preferisco usare il “tocco appoggiato” (apoyado), perché penso che l’arpeggio richieda più coordinazione di quella che lo studente può avere in questa fase.

 

Bene, alla prima lezione io invito lo studente a sedersi correttamente sulla sedia, a usare il poggiapiede (per il piede sinistro, ovviamente), ad appoggiare correttamente il braccio destro sulla cassa armonica e ad arrivare con la mano destra sulla buca della chitarra. Dopo di ciò gli chiedo di usare il proprio indice della mano destra per suonare la prima corda della chitarra andando a fermare il movimento contro la seconda corda, e gli mostro come. Gli chiedo dunque di imitare il mio movimento e di ripeterlo alcune volte sulla prima corda. Il ritmo non è importante, maggiore attenzione deve essere rivolta alla posizione della mano, al movimento del dito e al suono che esce. Dopo di questo gli chiedo di provare il suono delle prime cinque corde, poi di provare la stessa cosa con il dito medio, quindi di provare alternando indice e medio.

 

Dopo questo esercizio di solito insegno come suonare la prima canzone del mio metodo Suono subito (Play now) che è “Canzone su tre corde libere”. Si tratta di una canzone molto facile, con tre sole note, Mi Si e Sol (le prime tre corde della chitarra) e tre durate, uno, due e quattro quarti. Dò ai miei studenti solo queste nozioni di teoria, perché solo di queste hanno bisogno. Un piccolo suggerimento: siccome molti bambini fanno fatica a capire il concetto di frazione, io dico loro che un quarto equivale a un secondo, due quarti due secondi e così via, e tutti capiscono con facilità questo concetto.

 

Se lo studente dimostra facilità ad imparare vado oltre la prima canzone, insegnando altre canzoni sulle corde vuote e se ha buona coordinazione posso insegnare come mettere un dito della mano sinistra sulla tastiera, facendogli fare una delle mie “Canzoni per un dito”, che richiedono l’uso di un solo dito della mano sinistra, per cui una nota nuova e le note delle corde libere. Dipende dallo studente, e tengo ben presente che è sempre meglio dare bene pochi ma chiari concetti.

 

L’ultimo momento della lezione è particolarmente importante: dovete convincere il vostro allievo che dovrà suonare alcune volte le canzoni prima della prossima lezione; potete suggerire voi quante volte o quanti minuti di studio per avere un buon risultato, ma quello che è certo che non potete studiare voi per lui, e l’unica cosa che rimane è aspettare e sperare! Questo momento è molto importante perché se il vostro studente capisce da subito che deve studiare per ottenere buoni risultati, penserà che per suonare la chitarra serve un impegno costante. Suona subito, suona sempre!

Stefano Masera

Rovereto, 15 febbraio 2013

 

 

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